Davvero – Puntata 69

 

 

 

 

 

 

 

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38 Commento a Davvero – Puntata 69

  1. Jezvi scrive:

    Avevo a poco imparato a leggere,quando di nascosto presi dalla collezione di Dylan Dog di mio fratello un numero a caso, incuriosita da quegli albi che mia madre mi proibiva di leggere, perché troppo piccola. Era il n. 4, “Il fantasma di Anna Never”. Da quel momento mi innamorai delle tavole di Roi, che continua ad essere il mio preferito in assoluto. Quando oggi ho letto che questa puntata sarebbe stata disegnata da lui, sono quasi impazzita. Queste tavole sono stupende e non poteva essere altrimenti. I colori si sposano perfettamente con in suo stile, che non è propriamente indicato al genere di Davvero (anche perchè da un momento all’altro avevo l’impressione che sarebbe successo qualcosa di davvero drammatico e non mi fidavo per niente di quei tipacci lì), ma per una tal goduria per gli occhi ci passo sopra volentieri.

  2. cosmos.puglisi scrive:

    le roi Roi!!!!

  3. pobioser scrive:

    Profondo rispetto, ammirazione e stima per il MAESTRO Corrado Roi…Uno dei disegnatori che meglio hanno rappresentato Dylan Dog e indubbiamente tra i migliori della “scuderia” Bonelli..
    Questo fumetto, senza togliere agli altri validi artisti che hanno partecipato, si pregia di una perla, con questa puntata.

  4. Pandrea scrive:

    Puntata caruccia, i tre “sfigati” sono molto simpatici e reali, ma questa è la penultima puntata online e a meno di mega sorprese la prossima puntata non chiuderà nessuna delle sottotrame iniziate. Gli affari sono affari, ma peccato.

    • Paola Barbato scrive:

      Andrea, chiarisco a te e a tutti gli altri -spero- per l’ultima volta la questione.
      La Star Comics non c’entra nulla, “Davvero” avrebbe chiuso molto prima (a puntata 50 circa) perché avevamo finito disegnatori e coloristi. Una fine frettolosa, ovviamente, visto che la storia avrebbe dovuto percorrere un anno di vita di Martina, ma non avevamo più niente, disegnatori, coloristi, NIENTE. E così così come era nato, l’esperimento si sarebbe concluso. Con successo, ma concluso.
      “Davvero” sarebbe finito online comunque perché non c’erano soldi e dopo 50 puntate non potevamo più farcela.
      E’ chiaro questo?
      La proposta della Star Comics ci ha consentito di non TRONCARE la storia ma di farla proseguire per altre 20 puntate, è stato uno sforzo collettivo fatto da tutti per cercare di accorciare al massimo i tempi del termine dell’ultima puntata online e l’inizio della versione cartacea (3 mesi).
      Gli “affari” non c’entrano.
      Anzi, è grazie all’offerta della Star Comics che oggi abbiamo pubblicato puntata 69 e venerdì pubblicheremo puntata 70.
      “Davvero” non lo voleva nessuno, prima.
      Non riesco a capire come si possa cadere sempre in questo equivoco, è qualcosa nato senza scopo di lucro e senza scopo di lucro sarebbe finito, prematuramente, ma tant’è. Ora scontenteremo quelli che lo volevano gratis per sempre, ma non scontenteremo chi voleva leggere la storia e sapere come proseguiva.

      • Flavio scrive:

        Risposta che non fa una piega….ma che lascia l’amaro in bocca e lascia un interrogativo aperto…
        Se il progetto Davvero è nato per essere “senza scopo di lucro” come dici tu e doveva essere un iniziativa (per me stralodevole) atta a far conoscere i nuovi talenti del fumetto creando un connubio intrigante con lo strumento della “rete”, avrei capito benissimo anche l’interruzione della storia alla 50a puntata….anzi…si sarebbe creata, a mio modesto parere, una sorta di leggenda su questo progetto…come lo sono solitamente le grandi opere artistiche incompiute….
        Ma adesso….il progetto è stato ripulito dalla sua patina di pionerismo per diventare un opera più “commerciale”….anche se grazie a questa operazione tutti potranno vedere come andranno a finire le vicissitudini di Martina & Co….
        Per carità….la visibilità dell’opera ne guadagna, c’è un ritorno commerciale e accontenta tutti i lettori appassionati di “Davvero”….ma….è tutta un altra cosa….e ripeto…lascia un pò di amaro in bocca…

        • AlbertAskaron scrive:

          Concordo con Flavio, come spesso è accaduto vedendo i suoi commenti sotto le storie. Non sapevo affatto di questa transizione, e mi dispiace davvero tanto. Ho spesso criticato questo fumetto, e sono ancora convinto che alcune scelte nella sceneggiatura fossero poco credibili e un po’ superficiali. Ciò nonostante mi sono affezzionato, proprio come accade per le persone che inizialmente ci sono antipatiche, ma che con il tempo impariamo ad apprezzare (pur senza rimanere fermi ed impassibili di fronte ad alcuni loro difetti che proprio non riusciamo a mandare giù).
          Per me Davvero rimarrà sempre quello digitale, quello che di ritorno da una lezione, da un’esame e persino dal giorno della mia laurea mi ha tenuto compagnia ed accompagnato in questo lungo periodo.
          Non è tirchieria, “davvero”! 😀 E’ una questione di amore per l’idea iniziale del progetto e, forse, di abitudine.
          Grazie in ogni caso per i vostri sforzi. Sono state 35 settimane molto belle 🙂

          • Paola Barbato scrive:

            Grazie a te per aver apprezzato pur non condividendo tutto. Io sono contenta se anche solo qualcosa di buono passa, non ho manie populiste, quindi so che le mie scelte (tante scelte) possono anche non piacere o addirittura dare fastidio. Ma preferisco scegliere e rischiare. 🙂

        • tovilio scrive:

          Succhiati una caramella alla menta. Vedrai che l’amaro in bocca passerà. Peraltro la tua bocca sarà occupata ed eviterai di tediare ancora con i tuoi commenti.

  5. kymyit scrive:

    Adoro mister finezza XDD
    Sembra un po’ psicopatico, mah, speriamo dorma da bravo angioletto.

  6. p.fasanaro scrive:

    Corrado Roi è superlativo!

  7. uomoragno.org scrive:

    Magico Roi e bella la puntata! Applausi

  8. OEJ scrive:

    Sinceramente non conoscevo tutti i retroscena raccontati da Paola e anch’io credevo che la storia chiudesse con il numero 70. Beh, non importa: io ringrazio per il MOLTISSIMO che ci è stato comunque dato in cambio di NIENTE. Paola ha sceneggiato oltre quattrocento tavole “aggratis”… non oso immaginare quante settimane abbia impegnato per fare un regalo a tutti noi. E se vogliamo parlare di soldi, avrebbe potuto impiegare quei giorni più proficuamente per scrivere altrettante tavole di un fumetto bonelliano… ma non lo ha fatto. Meno male che gli affari sono affari.

    La puntata mi ha sorpreso, non immaginavo il ritorno in scena dei tre sfigati. Notevole l’inizio: ormai è evidente che Selena entra facilmente nel pallone più totale mentre è Martina ad aver assunto la guida del duo.
    Se devo essere sincero, invece, non mi ha convinto la scelta di far partecipare Roi… non che si discuta la sua bravura (mi flagellerei prima di farlo), è solo che io non trovo il suo tratto adatto al genere di narrazione… come non avrei trovato molto adatti nemmeno maestri del calibro di Galep o Magnus, probabilmente. Comunque è bello vedere che anche un grande del fumetto si sia prestato volentieri ad un progetto come questo. Gli affari saranno davvero affari?

  9. Pique Dame scrive:

    i disegni sono davvero molto belli, ma ammetto che mi hanno inquotate non poco, immaginavo che i ragazzi all’improvviso le aggredissero, spero che non accada xD
    comunque Martina è stata proprio forte in questa situazione, altro che Selena che sembrava quasi terrorizzata da Adriano (che per me, invece, dev’essere un ragazzo dolcissimo, credo che sia Selena ad avere qualche problema con se stessa e nel rapportarsi agli altri… con un padre come quello credo che ne abbia di turbe mentali!!! poverina)

    aspetto con impaziente di leggere la 70°puntata, e sopratutto di sapere che fine ha fatto Riccardo xDDD

  10. Daniela Mela scrive:

    Solo due parole: tavole stupende!!! Curiosissima dell’ultima puntata online!! 😉

  11. MariP scrive:

    Che dire, complimenti… fra pochi giorni finisce tutto fino a novembre, mi toccherà aspettare… peccato, proprio ora che le cose si stavano facendo interessanti… ma che dire, resisterò, per quanto mi riguarda ne vale la pena…
    ah, adoro il modo di parlare del biondo ubriaco, è molto realistico

  12. Alina 92 scrive:

    Io non riesco a crederci giuro. Un mito caduto.

  13. marco serdi scrive:

    Roi è splendido, come sempre.
    La trama va a ramengo, perchè benchè riconoscenti per la gentilezza del cellulare riportato, soltanto due dementi che rischiano la vita -se scoperte- farebbero dormire a casa degli emeriti sconosciuti.
    Ma la cosa che suona davvero poco credibile è la spiegazione della Barbato sul perchè la serie si sarebbe interrotta comunque sul web, ovvero perche “avevamo finito disegnatori e coloristi” e “non avevamo più niente, disegnatori, coloristi, NIENTE”.
    Cioè, un’apocalisse?
    La Barbato sta affermando che TUTTI i disegnatori e i coloristi le abbiano detto “non proseguiamo più?”
    Tutti i disegnatori e i coloristi, come sempre detto, hanno lavorato gratis, e con impegno e passione.
    E avrebbero di certo proseguito, avendo accettato la condizione sin dall’inizio.
    condizione che offriva comunque loro un palcoscenico via via più vasto.
    Questione facilmente risolvibile: la domanda la pongo a TUTTI i disegnatori e a TUTTI i coloristi, che possono agevolmente dire la loro: “è vero che avete detto alla Barbato che non avreste continuato a disegnare o colorare DAVVERO nella sua versione web”?

    E’ inutile, poi, che l’autrice si inalberi alla parola AFFARI.
    smettere di farlo gratis sul web per farlo PAGATA (come è giusto che sia, è ovvio) sul cartaceo piaccia o meno è AFFARI.

    Vero è che nei commenti la barbato ha sempre dato fuori di matto ad ogni critica, assumendo l’atteggiamento di una bambina capricciosa, ma non saper accettare i commenti negativi o non saper ammettere che certe volte ha preso cantonate di credibilità e sceneggiatura, è davvero poco serio.

    Come farà con queste osservazioni, non rispondendo punto per punto.
    O facendolo, piccatissima e evocando chissà quali trame oscure alle spalle della sua produzione, piuttosto che accettando critiche ben argomentate.

    M.S.

    • Paola Barbato scrive:

      Rispondo didascalica, così da non lasciare spazio a interpretazioni.

      La trama va a ramengo, perchè benchè riconoscenti per la gentilezza del cellulare riportato, soltanto due dementi che rischiano la vita -se scoperte- farebbero dormire a casa degli emeriti sconosciuti.

      Le ragazze li fanno salire solo perché Gian vomiti nel bagno. Immaginando che i ragazzi restino in casa per più di 5 minuti, è un’idea di Selena quella di dire di sì, quindi al limite la demente è una sola.

      Ma la cosa che suona davvero poco credibile è la spiegazione della Barbato sul perchè la serie si sarebbe interrotta comunque sul web, ovvero perche “avevamo finito disegnatori e coloristi” e “non avevamo più niente, disegnatori, coloristi, NIENTE”.
      Cioè, un’apocalisse?

      No, mancanza di materia prima.

      La Barbato sta affermando che TUTTI i disegnatori e i coloristi le abbiano detto “non proseguiamo più?”

      Ogni disegnatore doveva fare una sola puntata. Ne abbiamo passati 53. Di questi alcuni si sono offerti di farne 2, una paio ne hanno fatte tre. Questo non era nei patti, dato che avevo chiesto solo sei tavole che non sarebbero state pagate. Abbiamo scartato molti disegnatori perché non all’altezza, e alcuni di quelli passati sono stati deludenti. Non si è proposto più nessuno finché i giochi erano aperti, e i pochi che si sono fatti avanti erano a ridosso della chiusura. Il colorista era una solo, Oscar Celestini. Ci hanno aiutato per le basi molti alunni di coloristi e di scuole di comics, ma anche per le basi dopo due puntate non era corretto chiedere di più. Tra i professionisti che hanno offerto una o due colorazioni Fabio D’Auria aveva chiesto di colorare solo la propria puntata e poi, per via di mille complicazioni, se n’è trovate diverse sulle spalle. Anche questo non era giusto, per quanto Fabio non se ne sia lamentato. Colorare un episodio richiede quasi lo stesso tempo che è necessario per realizzarlo, se non sei un professionista, e uscendo ogni 3 giorni non era possibile assegnare questo compito a un esordiente.

      Tutti i disegnatori e i coloristi, come sempre detto, hanno lavorato gratis, e con impegno e passione.
      E avrebbero di certo proseguito, avendo accettato la condizione sin dall’inizio.

      E’ una falsa certezza. 15 disegnatori hanno iniziato a lavorare professionalmente dopo “Davvero” (DOPO, non GRAZIE A), entrando in realtà editoriali che richiedevano il massimo del loro impegno. Sei tavole gratis non sono cosa da poco, quando hai una scadenza professionale che ti attende.

      condizione che offriva comunque loro un palcoscenico via via più vasto.

      Ne avranno di più vasti.

      Questione facilmente risolvibile: la domanda la pongo a TUTTI i disegnatori e a TUTTI i coloristi, che possono agevolmente dire la loro: “è vero che avete detto alla Barbato che non avreste continuato a disegnare o colorare DAVVERO nella sua versione web”?

      Cortesemente, chi vuole risponda senza toni polemici.

      E’ inutile, poi, che l’autrice si inalberi alla parola AFFARI.
      smettere di farlo gratis sul web per farlo PAGATA (come è giusto che sia, è ovvio) sul cartaceo piaccia o meno è AFFARI.

      C’è la volontà di non capire. Potrei non rispondere, qualunque cosa dirò non andrà bene. Io non ne avevo bisogno. Ho più di un lavoro, sono ben pagata, ho una notevole visibilità. Dare vita a un progetto e vedere che può ancor più espandersi, che alcuni partecipanti potranno lavorarci e che l’idea/l’ideale di vedere un simile prodotto in edicola si può tramutare in realtà per me aveva importanza. IO, solo IO, lo avrei fatto anche gratis. E se vuoi farmi i conti in tasca la paga della Star Comics per gli sceneggiatori è di dominio pubblico. Riassumendo: fosse stato solo per me “Davvero” sarebbe proseguito, online, su carta, non era fondamentale. Ma non basta uno sceneggiatore per fare un fumetto.

      Vero è che nei commenti la barbato ha sempre dato fuori di matto ad ogni critica, assumendo l’atteggiamento di una bambina capricciosa, ma non saper accettare i commenti negativi o non saper ammettere che certe volte ha preso cantonate di credibilità e sceneggiatura, è davvero poco serio.

      Strano, ho come un altro concetto di “dare di matto”.

      Come farà con queste osservazioni, non rispondendo punto per punto.

      Appunto.

      O facendolo, piccatissima e evocando chissà quali trame oscure alle spalle della sua produzione, piuttosto che accettando critiche ben argomentate.

      Le tue critiche non sono ben argomentate. Sono solo critiche (infatti citi falle di sceneggiatura ma non fai esempi) basate su cose che non sai (cosa pensino/vogliano/facciano i collaboratori di “Davvero”). Il tuo bersaglio sono solo io, mi dai della bugiarda quando non hai evidentemente nessuna conoscenza tecnica di ciò che comporta pubblicare 6 tavole colorate di fumetto online ogni 3 giorni. Scrivi e non sai, come molti su internet (a meno che tu non sia autore di un fumetto online che ti chiedo, in tal caso, di avere la cortesia di linkare). Volevi risposte, te le ho date. Ora, se lo vorranno, risponderanno i ragazzi. Per me basta così.

      • Robbertopoli scrive:

        Ciao Marco.

        Sono Roberta, una delle disegnatrici che ha partecipato al progetto di Davvero.
        Ti scrivo per rispondere alla domanda che riguarda i disegnatori e i coloristi.

        Io ho avuto la fortuna di poter fare entrambe le cose, quindi credo di poterti rispondere su entrambi i fronti. Vado dritta al punto senza fare deviazioni mostruosamente lunghe; continuare a disegnare, e colorare Davvero per il web richiederebbe una costanza e un impegno che è difficile spiegare a parole per chi non l’ha vissuto dall’interno, quindi non è una questione di “apocalisse dei disegnatori”, di un fuggi fuggi generale, ma di una costante che non può essere mantenuta per un tempo che va oltre il numero degli episodi proposti. Soprattutto per quanto riguarda il colore.

        Per capire quanto possa essere lungo, faticoso, impegnativo colorare sei tavole credo che l’unica possibilità sia quella di mettercisi a farle, e vedere quanto tempo ci si impiega a chiuderne una.
        Una che non sia fine a sé stessa, ma continuativa alle altre, quelle prima e quelle dopo, fedele e d’atmosfera.
        Stesso discorso vale per il disegno, le tavole non sono tirate via tra una giornata lavativa e l’altra, sono tavole che devono – di nuovo – essere parte della storia, con personaggi, ambienti, oggetti, dettagli. Se anche solo ti prestassi a farti mandare, che so, un decimo dei file di riferimento per poter fare un’illustrazione fedele a quanto è stato pubblicato fino ad oggi, credo che la mail ti implorerebbe.
        E, no, non è una minaccia, è davvero così.

        Non c’è la richiesta di un riconoscimento globale per i disegnatori, e i coloristi, e tutti quelli che si sono fatti un mazzo tanto per pubblicare con costanza, dal momento che tutti hanno accettato di farlo fino all’ultimo episodio, ma allo stesso tempo non deve esserci la voglia di minimizzare il lavoro degli altri.

        Spero che ti faccia dare di matto il commento.
        Perché le risposte negative, o semplicemente contrarie alle proprie idee, vanno accettate. O, ancora meglio, capite.

        Robb

    • DamjanS scrive:

      Salve Marco,
      rispondo soltanto alla parte che riguarda noi disegnatori.

      “Tutti i disegnatori e i coloristi, come sempre detto, hanno lavorato gratis, e con impegno e passione. E avrebbero di certo proseguito, avendo accettato la condizione sin dall’inizio.”

      No. Fare 6 o 12 tavole è un conto, farne 24 o 30 diventa invece tutta un’altra cosa. Intendiamoci, non è un discorso che riguardi il piacere personale di fare o meno “Davvero”, ma una scelta puramente pratica. Semplicemente, per fare un numero limitato di tavole ci si impegna un tot di tempo “sacrificabile”, mentre a lunga strada tocca pagare le proverbiali bollette. Ergo, accettare di fare una o due puntate di “Davvero” gratis non garantisce automaticamente la disponibilità del disegnatore a tempo indeterminato, per banalissimi motivi del vil denaro.
      Detto questo, devi considerare anche il fatto che molti disegnatori sono stati contattati per far altro (professionalmente, a pagamento) dopo aver realizzato la loro puntata online e di conseguenza le disponibilità iniziali si sono notevolmente ridotte man mano come la serie proseguiva.
      Parlando per me stesso, visto che gli altri possono benissimo farlo da soli, se “Davvero” dovesse continuare online oltre la puntata 70 io assolutamente non potrei dare la mia disponibilità visto che sto facendo uno dei volumi della versione cartacea per la Star Comics (e qua diventa pure ridicola la cosa, non trovi? dovrei rifiutare “Davvero” per poter fare “Davvero” ;)).

      “Questione facilmente risolvibile: la domanda la pongo a TUTTI i disegnatori e a TUTTI i coloristi, che possono agevolmente dire la loro: è vero che avete detto alla Barbato che non avreste continuato a disegnare o colorare DAVVERO nella sua versione web?”

      Le parole da te citate non le ho mai pronunciate nel modo effettivo ma è chiaro che, pur volendo, non continuerei a tempo indeterminato a disegnare “Davvero” online gratis. Che poi non era mai un’opzione: dopo aver realizzato la mia prima puntata (come tra l’altro specificato nell’annuncio iniziale) Paola non ha mai preteso altro. Al contrario, mi sono proposto io per disegnare un secondo episodio sottolineando anche il periodo quando potrei farlo visto che nel frattempo ero impegnato a fare altre cose.

    • TheRamf scrive:

      Ciao Marco,
      sono Fabio Ramacci, disegnatore della puntata 56. Mi permetto di rispondere anche io alla tua domanda diretta ai disegnatori di Davvero.
      L’accordo con Paola è sempre stato di 6 pagine. Io solo quelle potevo permettermi di fare e solo quelle ho disegnato. Perché solo quelle? Perché devo mangiare e non si campa con le pagine gratis. Fare 6 pagine è gestibile, farne di più è, almeno per me, al momento impossibile avendo delle scadenze professionali alla spalle che devo rispettare. Fare 6 pagine di qualità e con l’enorme mole di riferimenti che fornisce Paola non è una bazzecola: richiede studio, tempo, capacità, passione e sacrificio. Sacrificio perché lo si fa gratis e non ci si guadagna nulla di tangibile nell’immediato (leggi: SOLDI).
      Allora perché fare Davvero? La domanda la pongo io, perché tanto so che sarà fatta a prescindere. Davvero IO l’ho fatto perché avevo voglia di lavorare sotto una sceneggiatura professionale che mi mettesse alla prova su ambienti e situazione a me non familiari, perché avevo voglia di crescere e di imparare (cosa che si può fare solo con l’aiuto di professionisti da un certo punto in poi), perché conosco il lavoro di Paola e perché, soprattutto, sostengo concettualmente questo progetto e ci credo davvero. Dalla mia collaborazione ho ottenuto tutto quello che volevo e anche molto di più, soprattutto l’amicizia e la collaborazione con molti altri ragazzi di Davvero. Perché Davvero è molto di più di quello che vedete. Davvero è una comunità pulsante di (più o meno) giovani professionisti che si confrontano tecnicamente, si scambiano idee e opinioni e, per quanto possa sembrare assurdo, si aiutano e si passano incarichi di lavoro.
      Quello che tu, come molti altri, sembri non capire è che appunto per la parola “affari” noi disegnatori ci stiamo tirando indietro. Proprio perché siamo pagati per fare altro, non possiamo permetterci di continuare a fare Davvero. Paola ci ha ancora al suo fianco spiritualmente in questa avventura, ma fisicamente ben pochi sono ancora disponibili per lavorare su Davvero Online. Troppo pochi per poter andare avanti. Tutto là. Se si è arrivati alla puntata 70, invece che alla 50, è solo perché molti di noi si sono offerti VOLONTARIAMENTE per fare una seconda puntata e, nel frattempo, si è trovato qualche rinforzo per strada, ma oltre non si può andare. E la proposta Star in questo discorso non c’entra nulla: qua si sarebbe “chiuso” a prescindere. Star o non Star.
      Spero di essere stato chiaro e esaustivo.
      Fabio Ramacci

    • Lola Airaghi scrive:

      Ciao Marco
      Siamo nel meraviglioso mondo dei fumetti….EVVIVA!!!
      Ma quanto costa divertirsi…immaginare mondi credibili con la speranza che vengano condivisi e allietano quel tot di tempo per gustarseli nella lettura anche visiva (dei disegni).Già,escludo a priori a chi non piace,io personalmente se non ho piacere,escludo in automatico l’oggetto che ho davanti e non perdo tempo a cercarne le motivazioni,non mi piace ,punto e cerco altro per poi trarne piacere a uno scambio anche di opinioni.Penso che Davvero ti piace,hai dato la tua opinione con giusta curiosita’ e quindi ti rispondo piu’ che volentieri.
      Davvero e’ stato un progetto che mi ha divertito fin da subito,Paola è stata corretta sin dalla primissima richiesta di chi volesse partecipare …a me non piace esser presa in giro ,voglio scegliere, e ho scelto di dire si ,senza star li a concentrare tutto il discorso se era gratis o no (era già esplicito da subito,nella proposta appunto corretta di Paola;lo ribadisco perchè non tutte le case editrici hanno questo rispetto su chi mette a disposizione il suo tempo sperando di averne un giusto guadagno lavorativo).L’attenzione era sul progetto,una storia che parlasse di una ragazza dove non c’erano effetti speciali ,avventure epiche o quant’altro…semplicemente la storia di una ragazza (riconoscibile o meno) senza la pretesa di cambiare il mondo…WUAU!!!!Facciamolo,coincidenza,avevo un po’ di tempo libero..perchè non accettare…perchè non mi paga?ufff..Sta storia e’ andata oltre ogni logica…Marco il guadagno c’è stato…si,conoscere un gruppo di persone che motivate dalla passione di far fumetti si ritrova ogni settimana per ben due volte a esaltarsi su i diversi scenari che possono accadere a Martina ,Selena e altri..non hai idea di quanto abbiamo discusso su i sali e scendi emotivi della protagonista,che insieme a Paola creava…Paola e’ fantastica nello stupirci…vero,sapevamo in anticipo il perchè di una scelta..ma lo stupore avveniva prima a noi…pensi che non ci dispiace tutto cio’? Anche a noi mancheranno i lunedì e i giovedì di ritrovo…ma così è…gli impegni lavorativi richiedono tempo,il tempo per fare del proprio piacere di far fumetti nella maniera piu’ rispettosa possibile (prima per noi e poi per i lettori).Il dietro le quinte di far fumetti e’ impegnativo,piacevole ma impegnativo (non sto qui a far lezione,mi dilungherei troppo e poi toglierei quella piccola magia che preferisco rimanga). Non ho mai dato la mia disponibilità illimitata a Paola,ma Paola sa che ci sono come ci sono gli altri del gruppo che hanno collaborato a questo progetto…mantenere la disponibilità per le sei tavole non sarebbe corretto perchè non c’è garanzia di poter essere liberi al momento richiesto…Mica puo’ mantenere aperto il discorso sull’incertezza…e mica puo’ chiedere lascia stare il lavoro con scadenze..fai prima le sei tavole..non sarebbe logico…non si vuole prendere in giro nessuno,tanto meno i lettori.Quindi ben venga che la proposta su cartaceo sia arrivata..almeno saprete come si evolve la storia di Martina…alla fine è andata molto molto bene a questo progetto che poteva non interessare e finir con lei che se ne stava incazzata a Milano per via del padre…ma quanto ne ha ancora da raccontare…e il soffermarsi ogni volta (anche dalla primissima uscita,incredibile!!!)su il perchè di avvenimenti non credibili..ma sono SEI tavole..come si fa se non si lascia un minimo di attesa dalla successiva (e ti assicuro che è molto più difficile esser credibili in poche tavole,il cervello deve ragionare il triplo perchè regga il tutto,dialoghi compresi)…dai fai che sia una pausa estiva …e quando arriverà l’autunno vedrai che molte delle tue domande saranno più che appagate…
      buone vacanze
      Lola Airaghi

      • tovilio scrive:

        Salve Marco, io non sono un disegnatore. Per cui ti tratto come mi pare. Non sei l’unico che viene a scrivere cazzate su questo sito sputando sentenze e inventando polemiche.
        Trovati un lavoro, una ragazza, cerca di farti una vita. Vedrai che leggerai fumetti molto più serenamente.

  14. AlmaCattleya scrive:

    Appena ho visto le prime vignette, l’ho riconosciuto: è lui, Corrado Roi!
    Però devo dire che secondo me, lui col colore perde un po’ la sua forza. Lo preferisco di più col bianco e nero. Mi sembra quasi che questi due colori grattano il foglio. Inoltre Selena mi sembra piuttosto invecchiata, quasi una signora nella prima vignetta.
    Comunque, anche se qualcuno leggendo queste considerazioni crede che lo stia mal criticando, lui per me rimane immenso!

  15. Emilio Pilliu scrive:

    Cercheró di rispondere in maniera chiara.
    Sono entrato nel gruppo di “Davvero” come colorista di uno dei primi episodi. Mi son proposto io sapendo perfettamente che avrei lavorato gratis. In seguito ho chiesto di poter disegnare un mio episodio, che poi son diventati due. Nel frattempo ho anche collaborato alla colorazione di altri episodi, sempre avendo presente di farlo gratis.
    E ti posso giurare, caro Marco Serdi, che il Davvero cartaceo non è mai stato un obbiettivo, nessuno di noi sapeva che sarebbe arrivata anche solo una proposta.
    Per quanto mi riguarda, non ho mai negato a Paola la mia disponibilità a continuare a collaborare a Davvero Online gratis.

  16. marco serdi scrive:

    Grazie per la risposta circostanziata, Paola.

    Alla mia domanda sulla possibilità di proseguire Davvero sul web, senza necessariamente bloccarne la produzione su questa piattaforma, passando SOLTANTO al cartaceo, risponde in maniera esaustiva Emilio Pilliu, quando scrive: “ti posso giurare, caro Marco Serdi, che il Davvero cartaceo non è mai stato un obbiettivo, nessuno di noi sapeva che sarebbe arrivata anche solo una proposta. Per quanto mi riguarda, non ho mai negato a Paola la mia disponibilità a continuare a collaborare a Davvero Online gratis”.
    E’ esattamente quello che sostenevo.

    Dare fuori di matto, definizione in effetti forte e che contesti, è legato al tono delle risposte che hai dato ad alcuni commenti, e che denotano una certa propensione a ribattere sempre e comunque in maniera piccata alle critiche, senza mai entrare nel merito.
    Se ti si contesta una scelta di sceneggiatura poco credibile, -capita, sai?- o se ti si fa notare che i maschi del tuo racconto sono quasi tutti un esempio rivoltante di maschilismo granitico, o se ti si fa notare che mancano di credibilità le reazioni della protagonista e dei comprimari ad un gesto come quello del taglio del ciuffo, di solito rispondi un po’ alla marchese del Grillo, con una caparbietà che si può riassumere nel “IO so, Voi non sapete un c***o”, frase che mai hai scritto, ovviamente, ma qui si parla del tono e dei sottintesi.

    Il tuo maschio riccioluto, sfrangiandole a forbiciate i capelli, commette né più né meno uno stupro figurato, cosa che in casa viene accettata quasi –e dalla stessa Martina- come una bravata incontrollabile di un soggetto un po’ burbero e magari introverso come uno Scamarcio mocciano qualunque.

    Lo stesso avviene con i ragazzi fatti salire in casa di questo episodio.
    E’ vero, salgono soltanto per vomitare, come scrivi.
    Ma se poche tavole addietro una delle ragazze è stata letteralmente massacrata e quasi uccisa a botte, e se si trova “segregata” in casa per la sua sicurezza, farli salire e dormire è un’ingenuità non ancora del personaggio (il mondo è pieno di fessacchiotti e fessacchiotte), ma della sceneggiatura.
    Sempre che la sceneggiatura abbia intenzione di essere appunto “credibile”.

    Io, Paola, non ho affatto scelto te come bersaglio (così scrivi), ma sto analizzando il tuo lavoro.

    Lavoro pubblico = soggetto ANCHE a critiche, e non soltanto a sperticati complimenti.

    Per fugare ogni dubbio: altri tuoi lavori, diversi Dylan Dog, li ho trovati davvero ben scritti, proprio belli, altri meno.
    Perché sei brava.
    A volte meno.
    E’ la vita.

    In alcune cose di DAVVERO (ripeto: in alcune) lo sei meno.

    Riesci a convivere con i due aspetti dell’essere un autore?

    Non farlo è da Martina, non da Paola.

    Buon lavoro

    M.S.

  17. Marco Male scrive:

    No, ma uno deve per forza vomitare in macchina o in casa?
    Quindi solo io ho frequentato gente che si sgravava lo stomaco per strada appoggiata a un muro, a una macchina o in ginocchio su un marciapiede?
    Che poi, se sali in casa e vomiti sulle scarpe di chi ti tiene la testa, o il bagno è alla turca (e allora era più comodo se restavi in macchina e abbassavi il finestrino) o non sai centrare la tazza da 20 centimetri e io a casa mia non ti ci faccio dormire, che chissà come me la riduci.

  18. Alessandro Poli scrive:

    @MARCO SERDI: ti rispondo anche io in maniera esaustiva, come Emilio: la disponibilità di 1 di anche altri 5 collaboratori non sarebbe stata , purtroppo , sufficiente a prolungare la vita di Davvero, però vedo che a te quel chiodo piace tanto, perché ci continui a picchiare sopra.
    Dando anche per scontato che Paola e Matteo siano di Adamantio, che non sentano la fatica eccetera eccetera, non si può chiedere di produrre a titolo gratuito decine di pagine di fumetti ( perché è quello che pretenderesti tu, no?) a disegnatori e coloristi,per il semplice, ma per te incomprensibile motivo, che richiede TEMPO,CONCENTRAZIONE, DOCUMENTAZIONE, PASSIONE, EMPATIA e un sacco di altre cose ancora….e nel frattempo le bollette continuano ad arrivare, almeno, per noi che le paghiamo è un problema.
    Per le tue critiche alla sceneggiatura Paola è adulta e vaccinata e saprà risponderti molto meglio di me, ma per le tue esternazioni estive sui disegnatori accetta la mia di critica: documentati in maniera più adeguata prima di parlare.

    • marco serdi scrive:

      Mi fa piacere, Alessandro Poli, che tu sia cosciente del fatto che ci si trovi in estate, e che di conseguenza le esternazioni non possano che essere estive.
      E che dal tuo scritto si evinca che alcuni elementi, quali tempo, passione ed addirittura empatia -oltre a concentrazione e documentazione- si siano esauriti in corso d’opera.

      Comprendo anche che, come scrivi, Paola e Matteo non siano di adamantio, (ma Paola ha già affermato che buona parte della sceneggiatura era già approntata, come ben si conviene ad una professionista, tranne piccoli aggiustamenti temporali o legati ad eventi reali da inserire) e che certamente disegnatori e coloristi si sono portati avanti con il lavoro.

      Quello che sostengo, e al di là delle chiacchiere e della simpatia molti pensano (evita di chiedermi: e tu che ne sai di quello che pensano gli altri “lettori”, perchè ti risponderei “leggi i commenti”) è che se questa avventura per molti versi rivoluzionaria è nata sul web e sul web si è rafforzata e creato un bacino di appassionati fruitori, quel numero 50 che a detta di Paola avrebbe comunque costituito la fine naturale di DAVVERO, una volta proseguito fino al 70 avrebbe dovuto regalare ai suoi lettori una fine COMUNQUE, come premio fedeltà e anche, lasciatelo dire, anche per una questione di “onestà” intellettuale.
      POI, chi avesse voluto, avrebbe proseguito (come molti faranno) nella lettura su cartaceo delle nuove puntate.

      Ma se tu mi stai dicendo che TUTTI i disegnatori e coloristi che hanno realizzato una puntata (o più) di DAVVERO, ripeto: TUTTI, hanno dato forfait per consentire la conclusione su web, allora non posso che prenderne atto.
      Perchè sono sicuro che questa tua affermazione non sarebbe una esternazione estiva, ma una dichiarazione a nome di TUTTI ben ponderata.
      ne sei sicuro?

      Per il resto delle domande, quelle che riguardano sceneggiatura e caratteri, Paola avrà agio, se vorrà, di indicarmi dove sbaglio.

      Buon lavoro

      M.S.

      • Paola Barbato scrive:

        Non vedo che risposte ulteriori dovrei darti, considerato che domande in merito non me ne hai fatte.
        In ogni caso il fatto che hai volutamente distorto a tuo piacimento un passaggio fondamentale di una mia dichiarazione in merito alle revisioni dell’ultimo minuto (cito)

        Comprendo anche che, come scrivi, Paola e Matteo non siano di adamantio, (ma Paola ha già affermato che buona parte della sceneggiatura era già approntata, come ben si conviene ad una professionista, tranne piccoli aggiustamenti temporali o legati ad eventi reali da inserire) e che certamente disegnatori e coloristi si sono portati avanti con il lavoro.

        mi porta a ritenere del tutto inutile perdere tempo a rispondere. Non ti interessano le risposte. Quanto alla tua frase, non esiste una “buona parte della sceneggiatura già approntata”, mentre usciva la puntata 20 io stavo scrivendo la 40, non c’è stato un periodo di “sceneggiature finite” per cui i disegnatori se la potessero prendere comoda, e tu non sembri afferrare il concetto che per fare una puntata completa ci vogliono MINIMO tre settimane, tutto compreso, quindi noi siamo andati online sempre sul filo di lana, lavorando a blocchi di 10 puntate contemporaneamente.

        Detto questo hai avuto molto più di quanto non avessi preteso, in termini di risposte e di cortesia.
        Fine degli (abbondanti) 15 minuti di gloria.

  19. Matteo Bussola scrive:

    Molto bene, Marco, direi che le tue domande hanno trovato tutte risposte degne, puntuali e circostanziate. Ti ha risposto la sceneggiatrice, punto per punto, ti hanno risposto alcuni tra i disegnatori che si sono sentiti di farlo, portando una loro testimonianza. Aggiungo solo un’ultima cosa, per evitare l’infantile ed estenuante giochetto dell’attaccarsi alle virgole: TUTTi i disegnatori e i coloristi che hanno realizzato una (o più) puntate sul web, evidentemente, non hanno dato “forfait” dall’oggi al domani. E’ una situazione che si creata lenta, progressiva ed inesorabile.
    Esauriti i selezionati, ognuno dei quali ha realizzato le sue sei pagine (una manciata di autori ne hanno realizzata talvolta qualcuna in più per coprire delle emergenze di persone che NON si sono dimostrate professionali, ma fa parte del gioco e dei rischi che abbiamo scelto di prenderci) siamo rimasti privi di risorse “umane”. Avremmo potuto chiedere forse ALTRE sei pagine nuovamente a tutti i disegnatori, ma, aldilà del fatto che in molti sono ora già impegnati su altri fronti professionali (alcuni anche grazie alla visibilità offerta da Davvero, sì), la cosa non sarebbe stata giusta. Paola ed io ci siamo posti, da subito, il limite delle sei pagine a testa, perché ci sembrava una cifra congrua da richiedere in cambio di ciò che potevamo offrire nel breve periodo (possibilità di lavorare su una sceneggiatura professionale, possibilità di essere seguiti e supevisionati da professionisti, e soprattutto visibilità per il proprio lavoro – che per molti, come ti dicevo, ha già pagato aldilà di ogni aspettativa). Oltre tale numero (le sei pagine), in molti tra i “critici” là fuori avrebbero gridato allo sfruttamento (cosa che alcuni hanno fatto COMUNQUE, figurati. Nonostante precisi e cristallini accordi presi tra adulti consenzienti), e noi stessi non ci saremmo sentiti a posto. Dunque è stato un misto di cose, carenza progressiva di collaboratori e questione “morale” nostra di cui non dobbiamo fornire ulteriori spiegazioni. Vogliamo aggiungerci pure che anche per noi creatori (soprattutto per Paola, evidentemente) l’impegno di uscire costantemente con una puntata nuova di un fumetto scritto, disegnato, letterato, colorato, supervisionato, impaginato, ogni TRE giorni è/è stato un impegno massacrante? Vogliamo dunque metterci anche un po’ di ragionevole stanchezza e il fatto che anche noi abbiamo il diritto di decidere quando non abbiamo più una disponibilità di tempo e di risorse energetiche e finanziarie tali da permetterci di uscire con regolarità? Possiamo? Grazie, possiamo.
    Riguardo, infine, ai “diritti” dei lettori di trovare una conclusione alle vicende di Martina sul web, ebbene: una conclusione non era possibile, per il tipo di storia sviluppata da Paola, con molti personaggi e diverse sottotrame, a meno di non optare per una fine “posticcia” e improvvisata, che non avrebbe avuto senso e sarebbe stata, quella sì, una presa in giro dei lettori. Sarebbero stati necessari dei finanziamenti (pubblicità, mecenatismo, soldi insomma, che sarebbero stati utilizzati per pagare i professionisti) che non sono mai arrivati, per proseguire online, quindi esaurita la materia prima Davvero sarebbe morto di morte naturale. Per fortuna l’arrivo della Star Comics ha dato modo alle avventure di Martina di proseguire, anche se su altro format, in edicola. Comprendo comunque l’amarezza di alcuni (molti?) lettori per il fatto che questo appuntamento bisettimanale si appresta a finire, ma oltre al fatto che ne abbiamo dato ampia e diffusa comunicazione per tempo – dunque non è certo una notizia improvvisa – mi conforta il fatto di pensare che quegli stessi lettori hanno goduto del “diritto” e del piacere di leggersi due volte a settimana un fumetto scritto e disegnato e colorato al meglio delle nostre capacità per quasi nove mesi, per un totale di quasi 500 pagine completamente gratuite, cosa che in Italia non ha comunque precedenti, credo. Quindi mi arrogo per un attimo la presunzione di parlare a nome di tutti dicendoti che insomma, con le questioni di diritti, doveri e soprattutto di coscienza ci sentiamo abbastanza a posto, grazie. Ovviamente chi vorrà, tra questi lettori, potrà comunque continuare a seguire le avventure di Martina in edicola, a partire da Novembre, leggendosi invece di sei pagine alla volta, ben novantasei pagine tutte in fila. Non è dunque un addio, semmai un arrivederci a presto, per chi vorrà. Anche se comprendo il fastidio di coloro che se prima ci potevano dare addosso gratis nascondendosi spesso dietro fantasiosi nickname, ora invece per “criticare” con cognizione di causa saranno costretti a sborsare ben quasi 3 euro al mese. Ma non è un problema nemmeno questo, dato che sono sicuro che molti continueranno a criticare e a fare dietrologia senza ALCUNA cognizione di causa.
    E’ tutto, direi che possiamo chiuderla qua.

  20. claire scrive:

    Salve a tutti, ho iniziato a seguire Davvero all’incirca dalla ventesima puntata e da allora appuntamento fisso lunedi e giovedì. Continuerò a seguire il fumetto quando uscirà in edicola (a novembre mi sembra di aver capito) perché compro regolarmente albi e sono curiosa di sapere come evolverà questa vicenda. Non ho assolutamente nessun intento polemico, ma solo una sana curiosità. Capisco lo sforzo enorme che è stato fatto per arrivare a questo punto e devo dire grazie per averci letteralmente regalato Davvero, aggiungendo i complimenti per l’impegno profuso e per l’idea. Arrivo alla curiosità per non dilungarmi. Ho letto che, comunque, Davvero sarebbe stato interrotto (on line) alla puntata 50 (e poi, per fortuna, si è arrivati a 70), e mi chiedo: ma non c’era, nel progetto iniziale, una scaletta che prevedesse il numero totale delle tavole per portare la storia a compimento? Oppure si è partiti da un’idea e poi, come spesso accade quando si scrive, man mano che si procedeva, la fantasia ha portato sottotrame e personaggi nuovi che hanno fatto lievitare il numero delle tavole? Ringrazio sin d’ora per la risposta. Cordialmente, Claire.

    • Paola Barbato scrive:

      Davvero è nato come progetto, lo scopo era di tentare di portare alla ribalta un fumetto di genere da un po’ assente nel panorama italiano. Non eravamo molto ottimisti sugli esiti, però volevamo capire se il pubblico apprezzava o meno. Una volta avuto un buon riscontro la storia ha preso più corpo. In effetti non c’era un progetto a termine, all’inizio, se il pubblico non ci avesse seguito avremmo chiuso anche molto prima della 50, come spesso accade. Io stessa non sapevo fin dove spingermi nel raccontare, ma poi la storia ha assunto maggior spessore e mentre mi barcamenavo su come sospenderla (nella speranza un giorno di riprendere a pubblicarla, ma allora i mezzi erano proprio zero) è arrivata l’offerta della Star Comics. Insomma, un esperimento andato bene è diventato un progetto prima e una storia strutturata poi. Ora non so a quante puntate arriveremo con la Star Comics, ma certamente ragionerò su una “chiusura di stagione” al 12° numero.

      • gimgig scrive:

        Ciao Paola mi è piaciuto questo progetto del fumetto online, adesso spero che i volumi in uscita in edicola, non facciano la fine delle serie (visto che le pubblica la star comics e non Bonelli)Trigger o come ultima Kepher, che sono, la prima sospesa a 2 numeri dalla fine, e la seconda era programmata per tot numeri, ma poi mi pare ( e quì non so cosa è successo perche mi sono promesso di non acquistare albi della star fino a che non li abbia pubblicati tutti)è stata ridimensionata.Sicuramente farò così anche per la tua “Davvero” ( mi dispiace ma non mi fido più dare soldi a loro e poi trovarmi con carta straccia in mano senza una fine)Comprerò il primo numero e aspetterò l’ultimonumero per acquistare gli altri ( chiaramente comprandoli su ebay o alle fiere la star ci smena con me, ma un editore dovrebbe portare a compimento i suoi progetti, magari proponendo anche la vendita in libreria. Quelli di trigger aspettano ancora una fine).Nel frattempo ti ringrazio di avermi fatto conoscere e seguire ” Davvero” online.
        Ciao

  21. KiKi Koy scrive:

    Bello ! Le tavole sono più che convincenti 🙂 Molto belle! Complimenti 😀

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