Davvero – Paola Barbato – Puntata 37

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Yahoo! Bookmarks
  • Twitter

47 Commento a Davvero – Paola Barbato – Puntata 37

  1. massimo scrive:

    Fine del bianconero, cambio di rotta? Questi tratto mi piace davvero, nel colore ancor di più. Bello “l’attaccamento” al cinquantone guadagnato.

  2. lullaby87 scrive:

    E così invece di maturare abbiamo una regressione di Martina…la sua leggerezza sui soldi è davvero spiazzante, la fa tornare la Martina odiosa, superficiale e viziata dell’inizio, che rabbia! E poi che storia è questa dell’ aggregarsi a Selena? E’ la sua ennesima fuga dalla vita reale, mi spiace, ma stavolta si meritava un no e un bell’invito a crescere!
    Sono davvero seccata per l’immaturità di Martina e questa puntata mi ha un pò spiazzata, ma le mie aspettative sono sempre ampiamente soddisfatte…Complimenti!

  3. KiKi Koy scrive:

    Come rubati????? Non mi piace lo stile 🙁 Però devo complimentarmi con il disegnatore per le espressioni! Strano sviluppo XD cos’hai in mente Paola?…

  4. Flavio scrive:

    Ho!…è tornato il colore….i disegni mi piacciono molto anche se le tinte non mi entusiasmano…..
    Un furto di 2000 euro? Non c’è problema….mica sono miei! L’importante che non si siano fregati i 50 euro della copisteria……!!
    Ma daiiiii!!
    …e poi…la mossa di Martina che và a Bologna con Selena non mi piace propio….Povera Selena.. 🙁
    Martina gli stà attaccata come una cozza…..ma perchè Sele si sente in colpa per l’affaire di via Ripamonti? Mah!

  5. Jezvi scrive:

    “oh, meno male i 50 euro ci sono. Dei 2000 che mi frega, tanto sono di papà”.

    Non mi capacito del fatto che sia stata concepita una cosa del genere. Avrei messo a ferro e fuoco la casa pur di fare uscire i soldi, invece quella se ne va bella e tranquilla come nulla fosse. E non venitemi a dire che è per via del personaggio viziato che non conosce il valore dei soldi, perchè è un’emerita stronzata, dato l’oggettivo irrealismo della situazione. Chiunque, anche solo per principio, avrebbe tagliato le teste a tutti. Anche lei, soprattutto dopo essersi autoproclamata super testarda solo 3 tavole prima e su facebook (c’hanno pure facebook ‘sti qua). Ma poi, sta storia di via Ripamonti non si può sentire. Chi diavolo dice ad alta voce “vado in via Ripamonti!” come nella puntata 35? Dato il linguaggio colorito di Selena mi sarei aspettata che dicesse “vado a spaccare la faccia a quel pezzo di merda”, però poi Martina non avrebbe mai saputo dove si trovasse, vero? E di una tal forzatura, mamma mia. Per non parlare del fatto poi che Selena deve partire per motivi di lavoro e si deve portare sta zavorra (privando il povero Alberto del proprio zaino e costringendolo a mettere le mutande nelle buste della spesa con tanta prepotenza) solo perchè la stellina ha deciso così? Avresti potuto raggiungere lo scopo in modi molto più realistici e sensati.

    • L4GANN scrive:

      “Avrei messo a ferro e fuoco la casa pur di fare uscire i soldi, invece quella se ne va bella e tranquilla come nulla fosse”

      Sarebbe stato un comportamento stupido e immaturo il tuo.

      Primo perché avresti dovuto infastidire tutti gli (ex)inquilini mancando a loro clamorosamente di rispetto, e secondo per via del fatto che chiunque abbia un minimo di intelligenza i soldi non li avrebbe tenuti a casa, ma li avrebbe depositati subito in un libretto.

      • Kikka84 scrive:

        Concordo con L4Gann.

      • Jezvi scrive:

        E già, perchè se i tuoi coinquilini ti rubassero 2000 euro in casa tu non faresti una piega, libretto o non libretto, no? Ci sono i furti giustificabili adesso solo perchè derivano dal completo non sense di una sceneggiatura scritta dalla Barbato, eh.

      • TheRealNecroPirates scrive:

        Ok che sbandierare di tenere quei soldi in casa è stato un suicidio ma:

        “Primo perché avresti dovuto infastidire tutti gli (ex)inquilini mancando a loro clamorosamente di rispetto”

        Ma stiamo scherzando?
        Di fronte ad un furto di 2000 euro ci si preoccupa di non dare fastidio e mancare di rispetto?
        Mi sembra che il furto sia, oltre che un reato, una mancanza di rispetto ben più ‘clamorosa’

        • Kikka84 scrive:

          Una mancanza di rispetto che però ti è stata fatta da una sola persona, non da tutti. Una volta sono stata per tre mesi in un collegio, lì mi hanno rubato più di 200 euro. Certamente erano 200 e non 2000, come nella storia, ma un confronto di questo tipo qui ha un peso relativo. Ho denunciato la cosa alla responsabile del collegio e ai carabinieri. Non ho fatto scenate nè costretto la mia compagna di stanza a mettere sottosopra tutta la sua roba nel mio disperato tentativo di trovarli. Sarebbe stato inutile. Chi ruba mica è scemo. Sarò stata una stupida io a non insistere, ma ci sono “evidenze concrete” che si scontrano con le questioni di principio e prevalgono, per quanto forti possano essere la nostra rabbia e frustrazione. Parliamo di soldi e non di qualcosa di più “distintivo”. A meno che non vogliamo fare tutti quanti come Lucariello e Pasquale in “Natale in casa Cupiello”.

    • Flavio scrive:

      ….non riesco a non darti torto!
      Fino ad oggi è la peggior puntata (dal punto di vista della sceneggiatura) della serie.
      Un infilata di “non sense” senza pari….

  6. ornie scrive:

    più di 200 pagine per una storia che forse potrebbe valerne cinque, mi dicono che sia una sceneggiatrice nota, ma faccio un’enorme fatica a capirne il perché.

    • Kikka84 scrive:

      inizia a scrivere tu chè poi ne riparliamo. almeno sappi argomentare e spiegare il perchè delle tue affermazioni prima di offendere il lavoro della gente. e soprattutto, magari impara ad osservare e “vedere”, scopriresti universi nuovi.

    • L4GANN scrive:

      Questa è cattiva.

      Cmq non concordo.

    • trapy scrive:

      trovo fuori luogo il giudizio sulla sceneggiatrice! anzi trovo inutile un commento così poco argomentato, saccente e privo di forma!

      • ornie scrive:

        anch’io trovo inutile parlare della sceneggiatura, avete proprio ragione.
        è il soggetto ad essere inesistente
        provate a farne un riassunto e vi ritroverete col foglio bianco.
        cara Kikka, non puoi sapere se io abbia scritto o meno, ma le capacità di giudizio sono indipendenti da questo, altrimenti non potrei dire che mi piace Mahler, non avendo mai scritto una sinfonia.
        posso convivere con la qualità altalenante dei disegni, in fondo si tratta di un laboratorio, ma la soggettista/sceneggiatrice è una professionista e non ha scuse.
        con la parziale eccezione di Selena, i personaggi (protagonista compresa) non hanno alcuna definizione e non son altro che una pallida imitazione dei già non esaltanti protagonisti delle soap per adolescenti, o dei concorrenti del grande fratello, se vogliamo.
        proverò a recuperare qualche albo sceneggiato dalla Barbato per poterla valutare meglio, in fondo potrebbe essere solo un genere che proprio non le si addice, ma la mia lettura di Davvero termina qui

        • trapy scrive:

          “mi dicono che sia una sceneggiatrice nota” vuol dire che non la conosci e se non conosci Paola Barbato… beh avrai anche le Capacità di giudizio, ma sicuramente non hai le basi per commentare i fumetti! è come parlare di musica elettronica e non sapere chi è Alessandro Cipriani… le basi sono importanti, poi si può giudicare!

          • Jezvi scrive:

            Le basi? Ma quali basi? Una persona può amare i fumetti e leggerne a migliaia, ma non esistono solo quelli sceneggiati dalla Barbato (che tra l’altro della collana di Dylan Dog ho letto tutti e amato). Non averne letti non vuol dire non avere basi e per quanto ne sai ornie, come me o chiunque altro, potrebbe aver letto migliaia di fumetti americani, francesi, asiatici e anche italiani, e nel caso di ornie non quelli in questione. Ciò vuol dire non capire una cippa di sceneggiatura? Leggo certe paraculate indicibili tra i commenti. Capisco l’essere fans, ma del cervello ne fate uso?

          • trapy scrive:

            Jezvi… (non mi fa rispondere direttamente al tuo commento, quindi posto qui) forse non hai letto bene il mio commento o, meglio, hai voluto capire quello che volevi capire per scatenare le tue furie! io non difendo nè sceneggiatrice nè sceneggiatura, dico solo che se inizi un commento con “mi dicono sia nota” vuol dire che non ti sei nemmeno sprecato a googlare un nome! sarà una mia pecca, ma a me piace parlare se sono informata, tutto qui… poi “paraculate” ne dirò tante ed il cervello non lo farò funzionare, ma mi sono accorta subito che sei un signore! buona giornata 🙂

          • Jezvi scrive:

            Il tuo commento sopra è già una risposta. Io l’ho letto bene, se poi tu non sai spiegarti ed esprimi un concetto diverso da quello che vorresti è tutt’altra storia. Tra l’altro, non c’è bisogno di Google o Wikipedia per esprimere un parere su un fumetto povero di contenuti. Che io sia un “signore” o meno, non è argomento di discussione in questi commenti, e nemmeno la presunta ignoranza di chi non apprezza questa storia.

          • trapy scrive:

            anche a me non piace questa particolare svolta della storia, però lo so esprimere senza presunzione (la tua) e senza saccenza (la sua)…. non decidi tu cosa sia argomento di discussione… e poi il fatto che il signor ornie ignori delle cose lo ha detto lui, mica io! io dico che, se ignora certe cose, dovrebbe pensarci due volte prima di giudicare pesantemente! take it easy!!

          • Jezvi scrive:

            Prima si chiede che dei commenti (ma solo quelli negativi, eh) vengano argomentati, poi quando lo si fa (c’è da dire che io lo avevo fatto dall’inizio) si viene additati come presuntuosi e saccenti. lol
            Non decido io quale sia l’argomento di discussione, ma se permetti, ti dico di andarci piano quando utenti esprimono il loro parere sul fumetto e vengono aggrediti verbalmente sul personale da utenti come te, che tra l’altro insistono col dire che per avere un parere negativo su un fumetto bisogna prima sapere di chi è. E già, perchè una volta letto su Wikipedia chi è la Barbato il parere dovrebbe cambiare. La Barbato quando scrive libri e fumetti d’altro genere, lo fa molto bene, l’ho scritto sopra. A maggior ragione questo progetto è molto sotto quelle che erano le mie aspettative. Chi non la conosce, evidentemente, leggendo Davvero e sapendo quanto è apprezzata, non può fare a meno di chiedersene il motivo. Adesso ripeterai per la 4 volta di cercare su Google o di tacere per sempre? Per quanto mi riguarda, non ho altro da dire, se poi tu vuoi l’ultima parola, fa’ con comodo.

            Prima mi è balenato nella mente un pensiero: e se fosse stato Rosco a rubarle i soldi per poi darsela a gambe? Eureka!

        • tovilio scrive:

          Ecco, bravo, smetti di leggere Davvero, così ci liberi anche dalla lettura dei tuoi commenti.

        • Nene scrive:

          Stay with me, feel the rithm
          Look the snowflakes, they

          Allora. Posso essere d’accordo con te per quanto riguarda l’incoerenza dei personaggi. Posso essere d’accordo con te per quanto riguarda i disegni. Però mi spiace, ma non sono d’accordo con te sul soggetto.

          Spero tu non sia uno dei tanti che se non vede una battaglia, dell’azione, gente che s’ammazza o cose “movimentate”, allora per lui non c’è soggetto.
          No, qua il soggetto C’È. Il soggetto c’è in ogni storia, anche nelle strisce comiche, anche nei racconti di vita reale.
          Che non sia il tuo genere, è una cosa diversa.
          (voglio fare una considerazione cattiva: nei fumetti erotici c’è un soggetto? Però va bene anche così, no?)

          Però sul resto ti do ragione abbastanza.

          Anzi, fin’ora ho voluto stare qua a leggere e valutare, ma se a nessuno spiace, ci terrei a specificare i punti deboli che ho trovato:

          – I personaggi effettivamente mancano un po’ di solidità. Hanno un carattere, ma questo non contribuisce in qualche modo alla trama. I personaggi (a parte Serena, che è quella che effettivamente si percepisce di più) sembrano che abbiano un carattere a parole, ma che ne abbiano un altro a fatti.
          Lungi da me fare la maestrina, ma solitamente è un problema che nasce dal fatto che non ci si chiede abbastanza: “Cosa farebbe tizio o caio in questa situazione?”
          Sembra quasi che si parta dall’azione, più che dal personaggio. In questo genere di storie, che mettono a fuoco il carattere e le capacità semplici delle persone, le relazioni fra loro e cose così, hanno una grande necessità di raccontare l’interiorità.
          Se si parte dalla “storia” e si fa muovere di conseguenza il personaggio senza averlo inquadrato o deciso già da subito che genere di persona è, che scelte può o non può fare, come si comporta o come può reagire, è facile renderlo troppo disomogeneo di scena in scena.
          Serena questo problema l’ha risolto, perché io che leggo l’ho già capita da subito. Ho capito che genere di persona è e come si comporta. Cioè è una donna forte, indipendente, protettiva e ha un caratterino niente male.
          È interessante che un personaggio non sia ben definito, ma bisogna stare attenti a non esagerare con le personalità incapibili, specie se interagiscono l’un l’altro durante la storia; e cosa importante è che il personaggio incapibile non deve essere il protagonista, perché è il personaggio in cui ci si dovrebbe immedesimare e da cui parte tutto. Se quello ha un carattere fumoso, è difficile far stare in piedi la storia.

          -Seconda cosa i disegni troppo discostanti.
          Forse questo contribuisce al punto uno, ma ho spesso avuto difficoltà a riconoscere i personaggi. (A parte Serena e Martina, ma entrambe spesso sembravano più vecchie di quanto non fossero realmente)
          Gli altri, salvo Rosco e Riccardo, proprio non me li ricordo. Forse hanno cambiato troppo o non mi hanno colpito. Ma soprattutto credo siano cambiati troppo di scena in scena.

          -Ultima cosa, ma è un’opinione ultrapersonale.
          La scena in cui Martina vede Riccardo che fa sesso con la loro coinquilina, è stata presentata in maniera molto cruda.
          Loro due sul divano, lui che neanche si è preso la briga di levarsi i pantaloni…
          Lei le ha ammiccato in maniera proprio da stronzo. E anche il “ti piace?” era proprio arrogante.
          Cioè, è stata una scena veramente molto poco romantica, ecco.
          Tutta la scena era messa in modo tale da farmi pensare a Riccardo come un tipo squallido.
          Quindi la reazione di Martina doveva essere questa, per essere in linea con ciò che mi è stato mostrato. Quello che io lettore ho percepito dalla scena, è effettivamente quello che la protagonista pensa di lui esattamente mentre sta guardando la scena. Mentre ho avuto l’impressione, leggendo, che in verità sono io ad aver capito male, addirittura, Martina si comporta nell’esatto contrario. Va a dormire, ma poi è ancora cotta di lui.
          O se non lo è, questo non mi è stato dato saperlo.
          Un altro esempio è quando Rosco si è portato via Martina. In quella scena non è stato posto l’accento su qualcosa in particolare. Io, nel mio ruolo da lettrice, ho pensato: “Wow! Ma così, di botto? Senza preavviso? Oh, vabè.” quindi, presuppongo che sia esattamente quello che ha pensato Martina.
          Ma una persona non può comportarsi così di fronte ad un avvenimento del genere. È una reazione bizzarra.
          Ma magari mi sbaglio, Martina prima d’ora aveva un interesse per lui. Allora perché non l’ho notato? Perché la cosa non è stata minimamente fatta notare? Io dovrei essere Martina, sono una lettrice.
          Non nel senso che dovrei essere come lei e viceversa, ma nel senso che tutta la vicenda è raccontata con i suoi occhi. Se è così, perchè non ho visto un progressivo interesse per Rosco? Fino a quel momento l’ho visto come un gran simpaticone, un po’ gentile, ma ancora non abbastanza per poter dire che Martina ne è innamorata.
          Questo è il mio punto di vista: in questo genere non si deve mettere l’accento solo sulle azioni, ma anche e soprattutto su come sono le persone, perché è l’argomento principale di questo genere.

          Per il resto, mi scuso della lunghezza del mio intervento, so che Davvero è un progetto sperimentale ed è totalmente diverso dal solito fumetto che si è sempre scritto in italia. Quindi, ora mi faccio da parte e torno a sfaccendare.

          • Nene scrive:

            Chiedo scusa per le prime due righe: non c’entrano nulla, arrivano da un’errato copia-incolla.

          • Paola Barbato scrive:

            Nene, hai ragione su tutta la linea, di massima concordo sui punti deboli. Non posso passare la vita a giustificare le mie scelte ma su un paio di cose risponderò. Per il mio modo di scrivere la struttura dei personaggi è fondamentale e di norma si strutturano in due modi: rapidamente (stereotipi) o lentamente. Non amo gli stereotipi e quindi ho preferito prendermi tempo. Sapevo benissimo di avere solo 60 (ora diventate 70) puntate, ma ho preferito rimanere fedele al mio tipo di narrazione. Diciamo che intorno alla puntata 50 i personaggi principali (diciamo i 6 più importanti) saranno ben definiti e delineati. Ci vuole tempo, c’è l’immagine di primo impatto, poi il ribaltamento di prospettiva e infine la comprensione più profonda di ciascuno. E’ un fatto che avevo poco spazio e dovevo sempre decidere cosa raccontare in 6 tavole (tutto non ci sta, credimi). Discorso diverso è quello per Martina, perché dalla sua vuotezza si parte, dalla sua mancanza di definizione. E non è plausibile e credibile che in un paio di mesi fuori casa (e nemmeno in circostanze drammatiche) una ragazza cambi del tutto personalità, sarebbe ridicolo. L’officina sperimentale di segni e tratti diversi è stata un’evoluzione inattesa di “Davvero”, non eravamo partiti con quest’idea, ma poi ci è sembrata bella e giusta, era importante dare spazio a una poliedricità di interpretazioni che di fatto c’era. La serie non aveva nessuno scopo di lunga vita e così ci siamo concessi ogni sperimentazione e azzardo, in questo senso. Non ne siamo pentiti, anche se è un fatto che la riconoscibilità di alcuni personaggi è andata persa. Le altre obiezioni sono frutto di concause, io ho dato per scontate certe cose, i disegnatori altre, i tempi sono sempre stati stretti ecc. ecc. ecc. Prendilo così, come un esperimento estemporaneo, in perenne evoluzione e quindi assolutamente imperfetto e spesso improvvisato (capita spesso che disegni e dialoghi non si sposino bene, quindi che vadano fatti cambiamenti in corsa, per esempio). Mi riprometto di tenere a mente tutte le osservazioni ed evitare gli stessi errori nella versione cartacea. Lì il respiro di 94 tavole alla volta mi consentirà di calibrare tutto molto meglio. 🙂

        • Kikka84 scrive:

          Rispondo solo alle osservazioni che mi pertengono. Credo che ci sia un margine di differenza tra trovare piacevole una cosa come una sinfonia (dove magari il piacere è alieno da motivazioni razionali) e affermare che, tecnicamente, una cosa vale poco. Secondo me ritrarre determinate situazioni di quotidianità alla maniera di Paola non è roba da cinque pagine. Ma, al di là del contenuto, non mi è garbato il modo in cui ti sei espresso.

        • Kikka84 scrive:

          Quanto al riassunto, io saprei farlo ma posso rispondere solo di me, non ho certo la presunzione di parlare per gli altri.

  7. Kikka84 scrive:

    Credo che il “ricatto” di Martina nei confronti di Selena sia da intendersi come un “tu mi hai “tradita” tenendomi nascosta la vera location di Rosco, e ora dovrai portarmi con te, come “pena” da scontare per avermi mentito”. Almeno io la interpreterei così. Ma chiederei conferma all’autrice. Non credo sia questione di immaturità la scelta di Martina… Non credo sia un fuggire dalla realtà… Anzi, a me suona proprio come una presa di posizione, se non ti piace il luogo in cui stai prendi e te ne vai, adattarsi sì ma fino a un certo punto, poi della tua vita decidi tu e decidi anche con chi stare. Anche io trovo bello l’attaccamento ai “propri” soldi… Capisco come possa significare uno schiaffo alla povertà l’atteggiamento di Martina verso i soldi di suo padre, ma credo che anche in questo Paola sia stata abbastanza realista, nel senso che i figli dell’alta borghesia, purtroppo o per fortuna, non hanno molto rispetto per i soldi dei genitori… Non li hanno sudati loro…! Quelli sudati da lei… beh… hanno un altro sapore! La cosa che piuttosto ho trovato un po’ irreale è stata l’accorgersi dei soldi rubati dall’apertura del portafogli… Lei i mazzetti li tiene, appunto, da un’altra parte… in un astuccio un po’ più esteso… avrebbe potuto accorgersene al momento di un eventuale controllo pre-partenza per vedere se fosse tutto a posto.
    Ambigua l’espressione di Riccardo…! Chissà se è così perchè parte Martina oppure perchè è il colpevole del furto?!? 🙂 Lo scopriremo solo vivendo… La resa dei visi stavolta non mi è piaciuta… Sembrano ritratti di 40enni e non di 20enni… Ma ho modo di pensare che, se non è proprio lo stile del disegnatore, magari può essere dovuto a una scelta precisa di far apparire le protagoniste più “cresciute” e quindi più mature dopo gli ultimi eventi.

  8. RedoX scrive:

    Io non comprendo perché tutti gli inquilini della casa (tranne lo Scamarcio de noartri, ovvio) siano molto più presi dai saluti a Martina che non da quelli a Selena. Capisco che Martina è la protagonista del fumetto, ma Selena abita lì da più tempo, ci si aspetta un maggior legame nei suoi confronti…O forse si è fatta molti nemici nel corso degli anni?

  9. Daniela Mela scrive:

    Tavole molto interessanti con personaggi ben caratterizzati, adoro sia tornato il colore! 😉 Giusta o sbagliata che possa essere la scelta di Martina, finalmente si intestardisce per seguire una propria scelta! Per quanto riguarda i soldi è chiaro che finalmente Martina inizia a dar valore a ciò che guadagna con la propria fatica; questo denota una certa maturazione del personaggio. Considerando si tratta di uno shojo manga è plausibile la poca attenzione per la perdita dei duemila euro, come lo era anche il fatto che il papà ne regalasse ventimila: regole dello shojo 😉

  10. mcbertan scrive:

    Quello che non ho mai capito di Martina è il voler andare in giro con tutti quei soldi senza pensare di parire un conto o un libretto postale o bancario. Per me è una cosa inconcepible, fermo restando che anche l’avevano avvisata … speriamo sia “UNA LEZIONE” impartitale proprio dalla nostra Sele.

  11. lucio2012 scrive:

    I 50 euro ritrovati…….. questi sono miei, gli altri sono soldi di mio padre… Nessun’altra frase avrebbe saputo descrivere meglio il mondo interiore di Martina… Geniale e profonda per una strepitosa Barbato!!!

  12. dada scrive:

    Secondo me il fumetto è coerente e illustra molto bene un tipo di personalità oggi molto diffusa. Di individui come la protagonista, Martina, ne conosco molti. Si tratta di una isterica: bambina viziata, che trascura il valore concreto delle cose (ad es. i soldi) seguendo i suoi sentimenti, capace di “piegare” gli altri al proprio volere apparendo indifesa, e immatura rispetto all’altro sesso (così finisce “involontariamente” per soffrire, illudendosi e poi disilludendosi). L’isterica vive nei sogni e nei ricordi, vive fuori della realtà, deformandola in base ai suoi desideri. Ecco qua. Qual è infatti la soluzione rispetto ai problemi concreti: fuggire in cerca di un posto migliore (a Milano, a Bologna, nell’amore ecc. ecc.). Prima o poi, però, la realtà chiede il conto e l’isterica cerca di sedurre la realtà al proprio volere, quasi sempre ci riesce, talvolta semplicemente fallisce.

  13. Elmo scrive:

    La puntata mi è piaciuta molto, la storia dei 50 euro è carina oltre che un classico della sceneggiatura (i primi soldi guadagnati che vengono messi da parte come un memento). Il ragionamento dei 2000 euro magari è un pò spiazzante visto con gli occhi della realtà di una persona che sa badare a se stessa, ma perfettamente in linea con shoujo e josei dove le protagoniste spesso e volentieri sono dei personaggi che sembrano caduti dalle nuvole quando si tratta di far valere i loro diritti (spesso sono vittime di truffe, diffamazione, atti di bullismo, lesioni personali e via dicendo e non ce ne è una che vada dalla polizia a fare una denuncia).
    Il discorso di via Ripamonti magari è stato un pò forzato, è vero che dicendo quella frase Martina fa capire a Selena che lei è più forte di quando crede ed ha gambe abbastanza forti da reggersi in piedi da sola senza aiuto, ma trovo comunque un pò troppo rapido il fatto che Selena accetti la richiesta subito, anche se ammetto che è una scelta un pò dovuta alla lunghezza degli episodi (non si poteva perdere un intera puntata solo perchè Selena si decise e poi un’altra per i soldi).
    Comunque in definitiva dieci pollici in su.

  14. AlbertAskaron scrive:

    Che dire? Dunque, comincio con l’avvisarvi che questa è una critica argomentata, scaturita da una grande amarezza e dispiacere, indi evitate di gridarmi addosso.

    Ho seguito tutte le puntate fino a questa. Le prime le ho “vissute” nella speranza di poter vedere un’evoluzione seria della protagonista e del mondo che le girava intorno. Ma poi tutto è accaduto così rapidamente che c’era solo da perdersi.
    L’imperativo sembra solo essere uno: “imbastiamo gli episodi di scenate e cambi repentini, dopodiché facciamo salire l’attenzione del lettore nel punto finale, creando continuamente una suspence, in modo che fra 4 giorni torna qui”.
    L’episodio 33 è stato fantastico, mi hanno colpito colori, matite, sceneggiatura e, soprattutto, silenzi. Alla fine dell’episodio ero davvero soddisfatto, e speravo in un miglioramento del tutto.
    Dal 34 a questo episodio la qualità è precipitata moltissimo finendo per creare ambientazioni e azioni degne del miglior esponente della Trivialliteratur.

    Aspetterò il prossimo episodio, e giudicherò di conseguenza se continuare a seguire questa serie oppure non tornare mai più su questo sito.

  15. Flavio scrive:

    Mi sembra che ci sia un partito “pro” un pò troppo feroce…..
    Credo che Paola Barbato sia una professionista e come tale sappia distinguere tra le critiche costruttive e le cattiverie gratuite e quindi non capisco questa continua levata di scudi (a volta anche offensivi) verso coloro che dissentono dal progetto (sempre che questi commenti siano fatti con cognizione di causa e a modo)….
    Io non sono ne un illustratore, non sono un critico e non credo di avre l’età per saper apprezzare un “shojo manga” (a dire la verità non sono neanche sicuro di sapere cosa sia…:-/) ma mi capita di leggere fumetti e ho un mio gusto personale….
    E il mio gusto mi dice che la storia sta prendendo una piega che non mi convince molto….l’evoluzione che stà avendo il racconto è tipica di un shojo manga?….va bè allora vuol dire che è un genere di fumetto che non fà per me…..
    Preferisco quindi lasciar perdere il fattore “sceneggiatura” (che non condivido) e mi concentro sull’aspetto “tecnico” (disegni e colori) che mi trovano (per motivi che non sto a spiegare) un tantino più competente…..anche questo dà fastidio?

    • Nene scrive:

      No, teoricamente no. Lo shojo manga non è che un fumetto destinato alle ragazze; il tema in realtà conta poco. L’importante è che sia destinato ad un pubblico femminile e giovane. Quindi presumo possa parlare anche di draghi volanti, bische clandestine e gare di disegno. Basta che sia scritto per ragazze.

    • Kikka84 scrive:

      Flavio, concordo con te a pensare che Paola Barbato sia una professionista e sappia fare distinzione tra le varie critiche, sapendo, di conseguenza, anche a chi vale la pena di rispondere e a chi no. Per quello che mi riguarda, non è questione di difendere Paola nella fattispecie, è questione che c’è troppa gente maleducata e pronta ad offendere il lavoro altrui senza valorizzare la fatica che c’è dietro. A queste persone, prima o poi, qualcuno deve “aprire gli occhi” sulle buone maniere. Non ho la presunzione di farlo io, tant’è che non si dovrebbe mai rispondere all’arroganza con toni arroganti, cosa su cui io purtroppo cado perchè mi accendo. Ornie non si era limitato a dire che non gli piaceva. Anche tu ultimamente stai dicendo che non ti piace, ma non metti in discussione la professionalità degli autori, e comunque sei sempre carino ed educato nel dire la tua. Ci mancherebbe pure che qualcuno ti attaccasse solo perchè una cosa non ti piace. Ma le offese, tra l’altro non supportate da argomentazione, proprio non mi vanno giù.

  16. jose cossu scrive:

    e` sempre indicativo l’escamotage del colore: Martina prende posizione, iniziativa, la sua vita in pugno! Ottimo il tratto, ricorda vagamente (e lo considero un pro) il mio disegnatore marvelliano favorito, John Romita Jr! 🙂 Exciting! 😀 La sceneggiatura ha la sua chiave di volta, come gia` fatto notare in altri commenti, nella frase in cui Martina comprende l’importanza del guadagnare i soldi a dispetto di ottenerli senza nessun titolo, a prescindere dall’ammontare, ottima Barbato 😉

  17. Rikimaru scrive:

    Ottima la scelta del passaggio al B/N e al colore, come accompagnamento agli stati d’animo mi è sembrata un’ottima pensata.
    Voelvo esprimere la mia opinione, seppur modesta, sul polverone che si è alzato su questo episodio. Come premessa ammetto di aver letto il fumetto oggi, nel senso che ho divorato 37 episodi da stamane e mi ha conquistato DAVVERO!
    Purtroppo chi non scrive o non fa fumetti non sempre si rende conto che alcune direzioni di trama sono obbligatorie, un po come quando muore Superman e gli si cambia il costume. Tutti sanno che Superman è invicibile eppure deve morire e cambiare veste, perchè se andasse dal sarto allora sarbbe ancor più non sense.
    a questione dei soldi secondo me è un segno metaforico di maturazione. Tutti hanno visto Martina come una nullità, ma quei 50€ dimostrano che ha saputo guadagnarseli da sola, non li ha avuti in regalo o vinti da qualche parte. Li ha guadagnati, in questo modo ha guadagnato anche ottimismo e forza di volontà per superare il problema dei 2000€ persi, perchè andando avanti li potrà riguadagnare. Questo è quello che penso.
    Complimenti a tutti per il lavoro che state facendo…adesso sono in crisi di astinenza.

Lascia un commento