Davvero

 

“DAVVERO” è nato nella notte tra il 28 e il 29 luglio 2011.
Da tempo ne parlavo con Mauro Marcheselli, ci chiedevamo perché in Italia nessuno tentasse di scrivere una serie intimista, romantica, di formazione, uno shojomanga ma ambientato qui, nel bel paese con tutte le sue magagne. Secondo noi era un errore non tener conto di tutti i lettori amanti di quel genere. Perché nessuno offriva loro un prodotto seriale simile ma ambientato in Italia? Qualcosa che parlasse della vita di tutti i giorni, l’amore, l’amicizia, i rapporti con i genitori, le esperienze, la conoscenza di sé stessi, il dolore… La realtà, insomma. Una storia sulle cose vere.
Per un anno avevo provato a proporre un progetto simile ad alcuni editori italiani e la risposta unanime era stata che quel genere, da noi, “non va”, “non ha pubblico.”. E io non capivo perché dovesse aver senso appassionarsi a vicende di ragazzi che vivono dall’altra parte del mondo, con abitudini diverse, scuole diverse, realtà lontane dalla nostra e non fosse invece possibile raccontare storie analoghe ambientate qui. Non li abbiamo i ragazzi, noi? Genitori, figli, amici, passioni, dolore, amore, rabbia? Mi sono ribellata a questa idea preconcetta, non si può decretare che una cosa non funziona se prima non si prova a farla. Così, per principio, mi sono detta: “Ci provo io.”.
Ho ideato le basi di “DAVVERO” in una notte e il giorno dopo ho pubblicato un annuncio nel quale aprivo un “bando pubblico” per disegnatori: non avevo soldi da offrire ma un po’ di visibilità sì. Hanno risposto all’appello circa 200 disegnatori. Attraverso la matita del mio compagno, Matteo Bussola, la protagonista, Martina Ferrari, 19 anni, da Brescia, ha iniziato a prendere forma. Volevo che si allontanasse da tutti i personaggi femminili a cui siamo abituati, non volevo che fosse bellissima, magrissima, accattivante. Volevo una faccia che non assomigliasse a un’attrice di grido, nessuna capacità paranormale o straordinaria, nessuna “adorabile peculiarità”.
Le prime tavole che io e Matteo abbiamo valutato non erano incoraggianti, ma un giorno è arrivata la tavola di un garbato giovane croato, e dopo di lui è stata tutta discesa. Molti dei miei disegnatori sono imperfetti, nessuno è un professionista affermato, ma ci mettono tutto quello che possono, e quello che possono è TANTO.
Inizialmente non volevo nessun nome di richiamo, desideravo che il progetto potesse partire e difendersi da solo, senza usare scorciatoie per ottenere l’interesse del pubblico. Ma ci sono tanti amici professionisti che parteciperanno, una volta che “DAVVERO” si reggerà sulle proprie gambe.
La cosa che mi interessa è la risposta dei lettori, e una risposta in tempi rapidi a questa scommessa poteva darmela solo il web, che consente di ottenere un feedback in tempo reale, non attraverso recensioni o commenti, ma semplicemente basandosi sul numero di visite.
Per creare un sito internet era ovvio pensare di rivolgerci a Makkox, in questo momento in assoluto la persona più ferrata sull’argomento. Con lui abbiamo buttato giù le prime idee e gli ho proposto di usare come titolo/icona il post-it. Dovevo decidere la grafica del titolo e non mi piaceva nessuna idea, mi sembravano sempre troppo costruite. Poi, ho pensato al post-it. E’ comunicazione immediata, semplice, a portata di mano in senso stretto. Rappresenta molto bene l’atmosfera di questa storia.
La realizzazione del sito è poi stata affidata a Thomas Pistoia, dello Studio Web Informatica.
Per i colori ci siamo rivolti a Oscar Celestini (che sulla serie compare anche in veste di disegnatore), che ha messo insieme una grande squadra di coloristi, di cui è il supervisore.
Ogni puntata avrà inoltre un “tema emotivo” ovvero verrà lievemente virata per seguire lo stato d’animo di Martina. Una sorta di colonna sonora colorata.
Per l’impaginazione e il lettering, infine, si è offerto Manfredi Toraldo, un veterano.
Resta da capire il titolo: c’è chi ci vede la citazione del primo reality italiano, datato 1995, ma in realtà io cercavo una parola che potesse racchiudere in sé l’essenza di quello che volevo raccontare. E io volevo raccontare qualcosa che potesse avvenire… DAVVERO.

Paola Barbato

 

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8 Commento a Davvero

  1. Martina scrive:

    ciao .. ho scoperto da poco l esitenza di questo fumetto… la cosa che mi incuriosisce è il nome della protagonista perchè è uguale al mio (anche il cognome) e mi chiedo come mai avete scelto proprio questo….ne sono piacevolmente colpita almeno anche io avrò qualche cosa che porta il mio nome come molti hanno una canzone…. grazie
    Martina

  2. Vele Ivy scrive:

    Che bella idea, e che bel sogno trovare il disegnatore giusto per dare corpo al proprio fumetto! Vado subito a leggermi un poi’ di puntate!

  3. Pingback: Cartoomics 2012 Star Comics – Davvero di Paolo Barbato finisce su carta

  4. Sauro Pasquini scrive:

    Anche io ho appena scoperto “Davvero” e ne sono rimasto catturato. Ricordo quando una amica mi fece conoscere Video Girl AI e me lo lessi tutto d’un fiato (aveva la collezione completa).
    Questo progetto tutto italiano mi piace molto, sia la storia che l’idea di autori multipli. Il cambio di stile ogni poche tavole è troppo figo!
    Spero che alla fine del progetto ne facciate una versione stampata, perchè la comprerò sicuramente!

  5. Pingback: Chi fa da sé fa per tre (ovvero, una dissertazione su scrittura, editing, distribuzione) « Scripta Manent

  6. lucasfesta scrive:

    ho scoperto da poco davvero e pare anche d aver capito esiste la versione cartacea…davvero??? semi ci affezionero’la comprero’!! sei un artista barbato!

  7. Pingback: Continuerà Dottor Morgue

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