Davvero – il fumetto in rete di Paola Barbato – Puntata 7

 

 

 

 

 

 

 

 

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20 Commento a Davvero – il fumetto in rete di Paola Barbato – Puntata 7

  1. Flavio scrive:

    ..sembrava facile eeeeeeee????
    Tavole emozionanti…..molto ben fatte……adesso vediamo come se la cava…….
    Un salutone.

  2. Antonio scrive:

    wow…… adesso si comincia davvero…..
    belle tavole, davvero belle….
    complimentissimi!!!!!

  3. Tony scrive:

    Adesso pian piano comincia a capire……….come faccio come faccio…….vediamo se hanno ragione amici e genitori…….vedremo….un bacione

  4. Luigino scrive:

    complimenti… davvero emozionante!

  5. Daniela Mela scrive:

    Attimi di confusione… Ma potrebbe rivelarsi un ottimo inizio! Bellissime tavole, complimenti! 🙂

  6. Elmo scrive:

    La storia sta delineando alla perfezione i personaggi 3 pollici su 😀
    Lei proprio psicologicamente è ancora una ragazzina (“voglio solo che sia carino”, non rendendosi conto della sua situazione).

  7. Sarah scrive:

    Molto bella questa presa di coscienza…ma non si possono avere puntate più lunghe?! 😛 finiscono subito! Mi è piaciuta soprattutto l’inquadratura finale della vasca.

    • Paola Barbato scrive:

      No, più lunghe no. 🙂
      Però le puntate che costituiscono la base della storia sono quasi esaurite e servono a darci un quadro completo della protagonista, il suo carattere, la situazione dalla quale proviene e quella verso cui va. Man mano che ci si avvicina aumentano i personaggi e i dialoghi, fino a quando non ci sarà solo Martina in ogni puntata, ma una variabile da un minimo di 4 a un massimo di 8 personaggi. E allora, anche se si tratterà sempre di sei tavole, ogni puntata sembrerà durare di più. 🙂

  8. Raven Slayer scrive:

    Tavole bellissime, molto suggestive!

    Posso ammettere sadicamente che mentre Martina disfava la valigia pensavo “eh eh e ora vedrai come cadi dalle nuvole del mondo dei miei mini pony,finirai sti soldi…”

  9. walter scrive:

    Mi colpisce sempre di piu’ e le tavole diventano sempre più intriganti, l’ultima anche commovente…incomincia a piacermi questa Martina, anche se è una ragazzina un po’ viziata fa vedere i suoi lati deboli e la sua insicurezza quando la realtà la travolge..complimenti!!! ottima anche l’idea di aumentare la frequenza di pubblicazione!!

  10. massimo scrive:

    Come, come, come… più che altro cosa farai… 🙂 bei disegni, ottimo il coinvolgimento nella sensazione di smarrimento della protagonista. Bravi fës…

  11. KiKi Koy scrive:

    dooooooohhhhh!!! come faccio ad aspettare la prossima tavola T__T
    La storia mi ha preso! Complimenti!

  12. fiocotram scrive:

    Cara Paola,
    Apprezzo da parecchio tempo i tuoi romanzi (soprattutto “Bilico”, uno dei miei libri preferiti di questi ultimi anni) e una parte dei tuoi lavori a fumetti. Devo però dirti con rammarico che queste sette puntate di “Davvero” non sono riuscite a conquistarmi. Ho letto con curiosità le premesse del lavoro, e trovo positivo il fatto che sia offerta a tanti giovani fumettisti la possibilità di lavorare con un professionista, anche perché la “regia” delle tavole è una delle poche cose che mi piacciono in questo fumetto e sono sicuro che sarà per loro utile e formativa.
    Passo adesso alle mie perplessità.
    I dialoghi dei personaggi mi “suonano” male. Non riesco a trovare vera questa ragazza. Il suo relazionarsi coi genitori e cogli amici è tutto un rimarcare su quanto sia apatica e pigra. Non c’è nessuna incrinatura nel copione di base che mi consenta di capire un po’ di più questa ragazza, o il rapporto coi genitori che mi sembra aderire ai più classici luoghi comuni del genere (ragazza viziata-madre permissiva ecc.) Le azioni del padre mi sembrano poco convincenti (ti lamenti della figlia e poi le offri sul piatto l’occasione di spendere ventimila euro, con una controfferta che sapevi benissimo avrebbe rifiutato?).
    Come se non bastasse dal momento in cui esce di casa all’entrata in Hotel è tutto tranquillo, piatto. Non bastavano i soldi, ma pure il tizio che le restituisce il portafoglio, il tassista che la porta in hotel senza fiatare…
    Ammetto che finora è arduo trovare motivi d’interesse nella vicenda, un qualsivoglia ingrediente che mi spinga a sapere che fine farà sta’ tipa.
    Tuttavia ho sempre apprezzato il tuo lavoro, e sulla base della fiducia pregressa continuerò a leggere. Se dovessi basarmi su quanto letto finora, ahimè, mi sembra un po’ pochino, soprattutto considerando che è una storia a puntate e quindi maggiormente motivata a darti elementi per desiderare quella successiva.

    • Paola Barbato scrive:

      Non pretendo certo di piacere a tutti. Ma perdonami se puntualizzo:
      1) Parlo di ciò che conosco, ovvero Martina non è campata in aria, Martina ha dei modelli di riferimento ben precisi. La storia del 20.000 euro è vera, per dire la prima cosa che tutti contestano, è stata traslata in maniera totalmente aderente alla realtà (salvo il fatto che la ragazza vera i soldi non li ha presi perché il fegato di andarsene non ce l’ha avuto). Il problema è che io ho contestualizzato la storia in un’ambientazione poco conosciuta, ovvero la ricca borghesia del nord. Potevo raccontare la classica storia di una “pariolina”, come no, non ne abbiamo mai viste… 🙂
      2) “Davvero” non è stato concepito come serie a termine. Finirà, è ovvio, ma non so quando. E se voglio raccontare una storia devo partire da una base. O la base è di facile impatto (la ragazza povera dei ghetti che vive di stenti, e mi bastano 3/4 tavole per centrarla) o ci vuole tempo. Bisogna raccontare DURANTE la storia. non c’è modo di trasmettere l’abulia di chi ha tutto, la MANCANZA di definizione di un personaggio è complicatissima. Martina NON E’ un sacco di cose, e quello che E’ è poco, misero. Anche questo si basa sulla realtà.
      3) Come detto spesso, le mie sono scelte. Giuste o sbagliate è secondario, ma scelte, non sciatteria, non superficialità. Se mi sarò sbagliata si vedrà tra una decina di puntate, allora l’assenza di empatia verso Martina sarà una colpa mia, una mancanza di soggetto e sceneggiatura. Ora al massimo Martina fa pena, come fa pena un vecchio divano abbandonato accanto a un cassonetto, niente di più.
      4) Il ragazzo le restituisce un anonimo pacchetto, non un portafogli, questo sarebbe stato un errore grossolano. E non vedo perchè un tassista debba aver problemi a portare in un hotel una ventenne.

      Detto questo posso ammettere una certa ambizione di “Davvero”, che attualmente sta ancora cementando la sua base. Se la base non è perfettamente chiara, spiegata, assodata, non c’è sviluppo in altezza.
      Poi bisogna vedere fin dove ci si può spingere in alto. Icaro insegna. 🙂

      • fiocotram scrive:

        Cara Paola,
        grazie innanzitutto per la risposta.
        Puntualizzo anch’io alcune cose:
        1)L’unico mio compito, in quanto lettore, è decidere se alcune cose mi “prendono” oppure no. Non sono il genere di lettore che cerca di convincere l’autore a scrivere come vorrebbe lui, mi sento solo in dovere di manifestare quello che mi piace (in questo caso, essendo un progetto no profit, per dare un punto di vista diverso). Non avevo intenzione di mettere in dubbio nello specifico i tuoi processi creativi, e tutto il discorso sulla verosimiglianza della vicenda riguarda unicamente il modo in cui è “arrivata” a me. E’ un problema mio globale, che comprende sia quel che accade sia i dialoghi. Poi certamente un lettore non è infallibile, certi elementi possono sembrargli poco convincenti anche in virtù di poca esperienza personale su certe cose. Siccome anch’io ho avuto l’infausta idea di vivere a Milano in tempi tutt’altro che floridi magari è anche un problema di antipatia personale a prescindere, lo ammetto, anche perché non appena ho visto la scena dei soldi avrei chiamato la Guardia di Finanza 😀
        2)Prendo atto delle tempistiche che ti sei scelta in rapporto al lavoro che stai facendo. E’ un chiarimento prezioso, anche se permangono i dubbi non tanto sulla struttura (che non è di mia competenza, se non so mettere insieme un paio di travi lascio sempre lavorare il “muratore”)ma sulla lentezza che mi sembra stridere un pochino con la scelta di raccontare a puntate, sempre in rapporto al discorso di come le cose mi “arrivano”.
        3)La metafora scelta col divano è calzante 😀
        4)Prendo atto che siamo ancora all'”inizio” dello spettacolo e rimango comodo in poltrona (anche se, lo dico per correttezza, più per fiducia verso di te che per reale interesse in quel che per ora si è visto). Solo un appunto: non voglio dire che esistano solo tassisti sgarbati con le ragazzine o ragazzi che si mettono in tasca pacchetti altrui in stazione. Ma siccome poche scene prima abbiamo visto una premessa in cui alla protagonista veniva consegnato un gran bel vantaggio iniziale (i soldi) mi sembrava monotono continuare il suo percorso con le stesse facilitazioni. In realtà ho interpretato le scene in maniera diversa a una seconda lettura: il pacco restituito fa improvvisamente rendere conto Martina del fatto che è sbadata, la costringe a farsi dei problemi su come portarlo senza perderlo, a riflettere per elaborare una soluzione, e nel contempo a cominciare ad avvertire la paura di essere rimasta sola. E questo nell’ottica della formazione è comunque un passo avanti.
        Però anche fatta in questo modo è un po’ lenta.

        Ti saluto rinnovandoti i ringraziamenti per il progetto di per sè stesso, e già che ci sono mi firmo con nome e cognome:

        Marco Foti

        • Paola Barbato scrive:

          Sulla fiducia, credimi: se non avessi speso 10 puntate per sottolineare e consolidare in maniera netta da dove si partisse, l’evoluzione che seguirà sarebbe stata poco comprensibile e forse poco apprezzabile. In una scala da 0 a 1000 vediamo: 0 0 0 0 0 1 1 1 1 2 4 4 8 10 20 22 34 40 50 55 70. Arrivati solo a puntata 21. Come si può apprezzare un 70 su scala da mille se prima non si ha avuto solo 0 oppure 1? E’ la scala che fa la differenza.
          MA sarò pronta ad ammettere l’errore, seriamente.
          Diciamo a puntata 21?
          Andata?
          🙂

  13. L4GANN scrive:

    La protagonista si chiama Martina Ferrari?

    Inizio a capire come mai i genitori siano così agiati finanziariamente O.O

  14. Pingback: Di nuovo sui nostri schermi: Martina Ferrari « Neyven

  15. cosmos.puglisi scrive:

    8.1 per il taxi!?!??!?! e quanto ha fatto? 10 metri?

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